Una fionda che spara testi digitali sui muri… piuttosto stupefacente.
VR/Urban is a collective of public media inverntionistas founded in 2008 and since then more or less working together to create public media realtime installations.
The aim of all projects is to reclaim urban screen for the public. In tradition of situative art and graffiti culture, VR/Urban augments existing city structures with digital and interactive media-art. The collective strongly believes in embodiement, accessibility and the tangibilty of information, so that each installation has a very performative and challenging character.
The core persons behind the VR/Urban group is the media computer scien-/arttist patrick tobias fischer and the designer and design researcher christian zöllner. The team members are fluid elements of partners and friends in the fields of art, music, science, electronics, coding and architecture.
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Tratta da bombsite, un’intervista a Mauricio Kagel, fatta da un intervistatore di eccezione, il jazzista Anthony Coleman.
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Sembra formarsi una tendenza nel provare a sostituire i laptop con delle schede specifiche, dedicate solamente a determinati compiti.
Non ancora disponibile, ma ormai già ben documentata, la Milkymist One è una VJ workstation all-in-one con supporto completo DMX e MIDI, nonché video input ed output integrati. Sarà disponibile con licenza Creative Commons.
Già disponibile, invece, al prezzo di 149$ la BeagleBoard, al cui interno pulsa un processore ARM Cortex-A8. Se a prima vista può essere scambiata per una scheda tipo Arduino, è in realtà un vero e proprio computer.
Pure Data (Pd-anywhere) è già installabile su questa scheda.

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È disponibile e scaricabile gratuitamente, sul sito ufficiale del grande compositore greco Iannis Xenakis, uno dei suoi testi chiave: Musiques formelles.
Apparso nel 1963
Musiques formelles est à l’image de Xenakis : les huit premières pages et les deux dernières pages du livre, d’intérêt général (philosophico-esthétique), contrastent avec le corps de l’ouvrage, qui est très technique. Celui-ci est d’une importance capitale : si l’on excepte quelques rares publications ultérieures, c’est le seul document où Xenakis analyse sa musique. Musiques formelles qui, aujourd’hui encore, contribue à accorder à Xenakis l’image du compositeur “ mathématicien ”, détaille les théories que celui-ci utilisa de 1956 à 1962. L’ouvrage comprend cinq chapitres, dont les quatre premiers sont des versions remaniées d’articles parus in Gravesanner Blätter : 1) ” Musiques stochastiques (générales, libres) ” : une discussion générale sur le déterminisme précède l’analyse de l’application des probabilités dans Pithoprakta et Achorripsis ; 2) “ Musique stochastique markovienne ” : analyse des principes qui ont conduit à la composition d’Analogique A et B (et de Syrmos) ; 3) “ Stratégie musicale ” : la “ théorie des jeux ” appliquée à Duel et Stratégie ; 4) “ Musique stochastique libre, à l’ordinateur ” : les phases du programme informatique qui a servi aux ST (dans la réédition, on trouvera aussi en annexe le programme informatique) ; 5) “ Musique symbolique ” : explication de la “ logique symbolique ” qui a servi pour Herma et tentative de l’appliquer à Beethoven.
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La Columbia University Computer Music Center (NY) ha curato una presentazione interattiva di alcune partiture elettroacustiche di compositori quali Xenakis, Stockhausen e Varèse. Il progetto si chiama ‘Masterpieces of 20th-Century Electronic Music: A Multimedia Perspective‘.
Gli esempi più significativi, a mio avviso:
Poème Électronique (1958)
Gesang der Jünglinge (1956)
Bohor (1962)

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Für ein Melodie-Instrument mit Mikrotönen…

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A cura di Simone Broglia, la piattaforma Digicult ha pubblicato su DIGIMAG56 Lug/Ago 2010 una mia intervista ‘Tra paesaggio e interazione – Matteo Pennese e il suono nello spazio’.
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Published on
June 3, 2010 in
art technology, interfaces and physical computing.
Tags: coding, history, live, M4L, MaxMspJitter, physical computing, programming, sensors, society, theatre, video.
The Liminal Surface: An Interactive Table-top Environment for Hybridized Music – Theater Performance di David Bithell (University of North Texas) ed Ali Momeni (University of Minnesota) è un particolare strumento per la creazione di teatro musicale a carattere sperimentale. Si tratta di una specie di tavolo in cui si fanno interagire degli attori/performers-sculture in miniatura collegati ad una serie di sensori ed attuatori nonché audio e video hardware. Il tavolo, a sua volta, è connesso ad altri attuatori (ad es. componenti elettromeccaniche come motori e solenoidi integrati in piccole sculture) controllati via software attraverso uno schema di regole o la traslazione dei nostri gesti in interazione.
Basata sull’interfaccia per sensori Gluion, si avvale di un codice appositamente scritto in MaxMsp per il controllo software.
L’utilizzo di tavole come scenari performativi in miniatura ha una lunga tradizione nella seconda metà del ’900. Si ricordi, ad esempio, Reunion (1968), dove John Cage e Marcel Duchamp giocavano a scacchi su di una scacchiera appositamente disegnata da Lowell Cross. La posizione dei pezzi agiva da attivatore di suoni elettronici appositamente composti da David Tudor, Gordon Mumma e David Behrman.

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